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La liuteria nell'hifi: Sublma Clamp e Lacca Sublima Jiva
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Ouverture: Queste che leggerete sono il frutto delle mie esperienze fatte nel corso di circa sei mesi con i prodotti Sublima di Alex Cereda. Tengo a premettere che i prodotti che ho testato sono stati da me regolarmente pagati proprio per evitare che ci fossero condizionamenti. Importante è sottolineare che tutti i prodotti Sublima hanno una garanzia di quindici giorni ‘soddisfatti o rimborsati’, anche se ad oggi nessuno è mai tornato indietro. Inoltre voglio chiarire che io non sono un tecnico del settore, quindi potrei commettere errori o imprecisioni se volessi entrare in un campo che non è mio, perciò mi asterrò dal fare considerazioni in merito anche se, per onore alla precisione, devo correggere una mia frase del precedente articolo pubblicato sul sito di AS: i prodotti Sublima NON eliminano i campi elettromagnetici o elettrostatici, ma semplicemente interagiscono con essi, inoltre si relazionano con la ‘free energy’ e ad altre cariche ed interazioni tra materia, magnetismo e influenze sugli elettroni. Giustamente il Signor Cereda non fornisce che vaghe informazioni sul modo di funzionamento dei suoi prodotti in quanto sono coperte da segreto professionale. Molte delle scoperte fatte dal Cereda sono rivoluzionarie e ad oggi in fase di brevetto, quindi è ovvia la reticenza nello svelare i segreti delle sue produzioni. Un cenno sulle mie idee, al mio modo di pensare e credere nelle prove che leggiamo sulle riviste: io sono Bolognese e abito in questa magnifica città, però ho vissuto anche quindici anni a Monza in provincia di Milano. Li ho imparato un certo pragmatismo nel modo di essere: per esempio nel campo dell'audio i prodotti si dividono in due categorie: ‘el sona’ oppure ‘el sona no!’ Questo per dire che non ci sono tante vie di mezzo, cioè un prodotto funziona (ragionevolmente bene) oppure no. Questo per dire, ed è la mia personalissima opinione, che esagerare nell'analisi dei suoni non serve a nulla (o meglio è fuorviante). Vi faccio un esempio: ho letto recentemente la prova di un cavo Hi-End dove il recensore scomponeva il suono di questi in ventidue elementi diversi!!! (Oltretutto la prova è stata fatta in quali condizioni e in quanti impianti diversi?) Lodevole sforzo, ma troppo complicato e per giunta lascia il tempo che trova. Credo che neanche Karajan, Toscanini o un pipistrello sarebbero in grado di discernere differenze di questo tipo con tanti parametri diversi. L'eccesso di informazioni spesso senza controlli rigorosi distorce prospetticamente la percezione finale di chi legge. In questo articolo cercherò quindi di scrivere semplicemente cercando di evitare frasi esagerate come troppo spesso ci sta abituando la stampa italiana ed estera. Non sono d'accordo sul modo di scrivere che segnala l'uscita ogni mese di un nuovo prodotto che diventa il nuovo riferimento superando il precedente (almeno nella mia esperienza non è così), oppure dove i critici scrivono di ‘suoni da delirio’ oppure di ‘ascolti che ti fanno godere come un maiale’ che, francamente, mi sembrano fuori luogo e anche poco fini…



Primo tema: Come molti di voi, suppongo, sono un grande appassionato di LP (ne possiedo circa 3.000) e di conseguenza di giradischi. Possiedo un giradischi di alto livello ma sicuramente non Top (soprattutto come prezzo), si tratta del Lurnè Roma Audiophile (molto più simile ad un J1 che non al semplice Roma) con braccio unipivot Romeo e testina Lyra Argo improved. Inizialmente (inizio anni novanta) avevo acquistato al prezzo di 150 mila della vecchie Lire il clamp originale della Silco /Lurnè. Si tratta di un clamp abbastanza leggero di alluminio-piombo che ha la caratteristica di non toccare il disco in quanto l'unica funzione che ha è quella di dissipare le vibrazioni residue derivate dal perno del piatto.
Successivamente comprai (nel 1994) il matt TU 800 ed il clamp TU 812 della Harmonix Combak (un clamp molto pesante) . All'epoca, ma credo anche oggi, avevano un prezzo pazzesco: parliamo di circa 1.600.000 Lire per il Matt e 1.200.000 Lire per il clamp! Un prezzo elevatissimo ma il risultato era indiscutibile. Oggi mi trovo fra le mani un oggetto leggerino, molto molto spartano, che potrete vedere nella foto insieme agli altri due. Il costo del Sublima Clamp si attesta sui 150 Euro. Ho voluto confrontarli tutti e tre con dischi di vari generi musicali per vedere quali fossero le differenze per questi oggettini che sono comunque degli accessori di un bell'impianto molto equilibrato ed estremamente rivelatore. L'elenco dei dischi utilizzati è il seguente:
1) Miles Davis & Marcus Miller: music from Siesta.Warner 925655-1
2. Ry Cooder: Paris Texas. Warner 925270.
3) The Weavers reunion at Carnegie Hall 1963. Analogue Productions APF005
4) Julian Cannonball Adderley: Somethin' else. Stampa DMM Teldec BST 81595 del 1984
5) Ciaikovsky: Lo Schiaccianoci. London Symphony, dir. Antal Dorati. Mercury Living Presence 35 mm magnetic film recording SR2-9013
6) Stravinsky: Pulcinella. Academy of St Martin in the Fields, dir. Marriner. Argo ZRG 575
7) Stravinsky: Tango, Ragtime e Danses Concertantes. London Sinfonietta, dir. Riccardo Chailly. Ricordi RCL 27037
8) Liszt: A Faust Symphony. Orchestra della Suisse Romande, dir. Ernest Ansermet. London FFRR STS 15296-7
Ho scelto questi dischi perché, oltre al piacere artistico che danno all'ascolto, presentano caratteristiche nei vari parametri, che mettono bene in evidenza le peculiarità dei prodotti provati. Anticipo che le mie sensazioni di ascolto si sono confermate nella stessa maniera e nella stessa misura su tutti i dischi ascoltati. Sono partito con gli ascolti sempre in ordine di acquisto iniziando quindi dal Silco/Lurnè. Il primo disco di Miles Davis contiene una traccia che inizia con un cassa di batteria che impone un ritmo impulsivo molto preciso e di grande presenza, ideale per testare velocità e decadimento delle basse frequenze. A questo poi si aggiunge la tromba di Miles, una chitarra classica e delle piccole percussioni. L'effetto con il clamp Silco è buono ma quando si mette l'Harmonix la musica cambia in meglio. Il basso risulta molto più definito ed incisivo dando la sensazione di avere un decadimento più rapido. Inserendo il Sublima clamp il miglioramento ulteriore è evidente: non solo la gamma bassa ha la stessa energia e forse più, ma ora si percepisce la pelle del tamburo e la sua vibrazione, la profondità della scena è sensibilmente superiore e gli strumenti sono meglio evidenziati e separati (forse un po' più in primo piano). Passo poi al pezzo Canciòn Mixteca da Paris Texas di Ry Cooder, per chi non lo conoscesse si tratta di un disco bellissimo con un suono e una dinamica fantastici (anche nella stampa tedesca),con voci maschili di straordinaria presenza.
Qui ascoltiamo una riproduzione onesta ma poco coinvolgente con il Silco, meglio con l'Harmonix che estrae più dettagli dal solco ma con una leggera velatura nei suoni e una naturalezza non spiccata. Inserendo il Sublima le differenze si fanno evidenti: le voci acquistano corpo e nitidezza assumendo una naturalezza esemplare. La separazione, forse grazie ad una migliore focalizzazione del soundstage, aumenta rendendo più chiara la disposizione dei cantanti e anche il microdettaglio migliora facendo percepire l'attacco del suono con l'unghia nei pizzicati della chitarra.
Per rimanere sui cantanti ho poi ascoltato il brano celeberrimo Guantanamero dal disco dei Weavers. Con il Silco l'impressione è che il palcoscenico sia solo orizzontale senza nessun sviluppo in profondità, con l'Harmonix aumenta il coinvolgimento con una spazialità superiore mentre con il Sublima l'effetto è ‘live’. Adesso si percepisce tutto lo sviluppo degli armonici che arricchisce i suoni e l'effetto di eco/ambienza dei solisti è molto preciso: infatti nel brano c'è un cantante che ripete la frase di un altro stando qualche metro più indietro, poi un terzo cantante ripete ancora la stessa frase ma questo sembra emettere i suoni da dietro le quinte. L'immagine sonora che questo clamp permette di riprodurre è molto molto simile alla disposizione dei cantanti che vediamo nella foto di copertina del disco.
Ho poi usato Autumn leaves dal disco di Cannonball Adderly. Qui abbiamo una serie di strumenti che entrano in successione: il rullante della batteria percosso ritmicamente il cui suono viene modificato premendo una mano sulla pelle per ottenere un effetto di glissato, poi il piano quindi la tromba di Miles. All'ascolto il Silco ha mostrato una scarsa partecipazione musicale che mortifica un po' l'interpretazione, con l'Harmonix la batteria acquista più dinamica e velocità mentre il pianoforte si riempie meglio di armonici acquisendo corpo e solidità. Mettendo il Sublima la cosa che salta all'orecchio è che adesso la batteria sembra quasi di vederla con Max Roach impegnato a picchiare sul rullante mentre il pianoforte acquista consistenza fisica. L'impressione è quella di poter vedere il materiale e la forma dello strumento che invece prima appariva come un anonimo strumento qualsiasi. Insomma l'effetto presenza è decisamente superiore.
Con la grande orchestra sinfonica di Liszt e Ciaikovsky i risultati non cambiano. Scarsamente partecipato il Silco mentre più generoso e convincente l'Harmonix, più dinamico e preciso il Sublima. Ho scelto lo Schiaccianoci per potere ascoltare la celesta. Questo strumento infatti suona nel registro medio/acuto ed assomiglia nella forma ad una spinetta (quindi con una tastiera), ma i martelletti percuotono dei campanellini anziché delle corde. In questo caso, a differenza degli altri, con il Sublima si sente chiaramente la differenza tra l'attacco del suono prodotto dal martelletto e i successivi armonici dovuti alla risonanza dei campanelli.
Per ultimo ho voluto provare con i gruppi da camera per capire ancora meglio soundstage e dinamica utilizzando dischi di Stravinsky. Con il Silco abbiamo una buona riproduzione ma una sorta di freddezza nei suoni, più dinamica con l'Harmonix anche se a prezzo di una piccola troncatura nel decadimento dei suoni mentre con il Sublima non solo ancor più dinamica sia micro che macro, ma anche soundstage più realistico e soprattutto migliore preservazione dei timbri originali oltre ad un decadimento dei suoni più naturale. Concludendo questa prova posso affermare con certezza la chiara superiorità del Sublima sugli altri oggetti testati.

Secondo Tema: Ho deciso di testare la lacca Jiva perché sono una persona curiosa che ama le sfide. Purtroppo devo dire che la mia manualità è assai scarsa però la tentazione era troppo forte per far finta di niente. Dovete sapere, prima di tutto, che la lacca va tenuta in frigo ed agitata molto bene prima dell'uso. Viene venduta in confezioni da 25 e 50 ml. che sono sufficienti per un trattamento completo dell'impianto. Per trattamento completo intendo che la lacca si può stendere partendo dalle saldature, componenti elettronici come condensatori, meccaniche cdp, motori, bobine, parti metalliche, trasformatori, schede stampate, convertitori, magneti degli altoparlanti ecc. ecc. Per dovere di cronaca devo dire anche le controindicazioni: prima di tutto la lacca va stesa bene con molta cura. Si può tentare, volendo, di rimuoverla con un taglierino ma l'operazione non è facile e i risultati dubbi. L'effetto estetico non si può definire bello perché gli apparecchi sembrano caduti in una pozza di fango, soprattutto se la lacca non è stata stesa in maniera omogenea. Certamente per chi possiede apparecchi con parti elettroniche in vista non la consiglio (anche l'occhio vuole la sua parte), ma in quel caso suggerisco un trattamento solo con le Stones normali che sono rimovibili in qualsiasi momento. Ma per chi ha elettroniche con componenti non in vista oppure gli altoparlanti dei diffusori, ebbene credo che nessuno, una volta provato l'effetto, penserà mai lontanamente di volerla togliere.
Io ho iniziato con il CD Player. Possiedo un vecchio Lurnè Obsession prima serie che ho comprato all'asta in E-Bay alla cifra di 510 Euro. Pensai, nel momento di fare l'offerta, alla possibilità di prendere una ‘sola’ ma tutto sommato, visto il prezzo d'acquisto, alla fine non mi sarei tagliato le vene. L'apparecchio era venduto da un tedesco titolare di un laboratorio specializzato in modifiche di componenti Hi-End che si chiamava ‘Fleiter audio-modifikationen’. Questi mi inviò una mail di complimenti per l'acquisto facendomi presente che le modifiche apportate avevano un costo di componentistica superiore a quanto da me pagato. Ed era vero, la macchina aveva tutte quella modifiche e suonava in maniera più che onesta. Certamente confrontato con un Esoteric X03 oppure con un YBA1 a 3 telai (macchina da 10.000 €uro) usciva perdente, ma visto il prezzo d'acquisto ero comunque molto soddisfatto.
Bene, ho cominciato da questo iniziando a pennellare la lacca su saldature, chip di conversione e quant'altro. Al primo ascolto il salto di qualità è stato subito molto forte, nel senso che le caratteristiche sonore della macchina erano rimaste le medesime ma tutte quante esaltate. Nella mia corrispondenza con Cereda inviai una foto della macchina perché volevo fargli vedere la meccanica (di derivazione Sanyo credo) e lui mi rispose che, ad un'esame generale del player, la lacca non era stata stesa bene e che dovevo dare perlomeno una seconda mano.

Sviluppo: Mi torno quindi ad armare di pennellino per dare una seconda mano con maggiore scrupolo. Una volta terminata l'operazione, l'interno del CD player era molto più coperto di lacca e dopo solo due minuti già asciutto e pronto per la prova. Dovevo già immaginare, visto le mie precedenti esperienze con le Stones, che più queste si aggiungono più aumenta l'efficacia del risultato. Il bello è che il carattere sonoro delle macchine trattate non cambia di una virgola, ma semplicemente tutti i parametri migliorano nessuno escluso. Ecco allora che all'ascolto del mio vecchio CDP completamente trattato sono risultato (per usare un eufemismo) sorpreso.
La differenza è assolutamente evidente, superiore di molto anche al trattamento con le pietre (la migliore efficacia Cereda me l'ha spiegata con il fatto che il risultato dipende dal miglior contatto della lacca sui componenti) e fa fare alla macchina un salto di qualità che (alla faccia dei superlativi) ha dell'impossibile/incredibile/impensabile. All'ascolto il cambiamento produce un'azzeramento della fatica di ascolto che ho sempre riscontrato ascoltando qualunque CDP.
Grana ridottissima, una articolazione del messaggio sonoro superiore che si mostra anche attraverso una migliore e più vigorosa scansione dei ritmi (alle volte sembra quasi che la musica suoni più veloce) e uno sviluppo degli armonici degno di un eccellente giradischi/testina (non è una eresia). Anche i microdettagli sono aumentati fortemente: suppongo che anche prima del trattamento il laser li estraesse dal dischetto, ma, forse a causa di tutte le varie interferenze presenti all'interno della macchina, non riuscissero a venire fuori come dovevano mentre adesso invece fioriscono evidenti e naturali in modo direi quasi analogico. Persino il volume in uscita dal CDP è aumentato, probabilmente per le stesse ragioni.
A questo punto mi è sorto un dubbio: alle volte la ‘furia’ audiofila fa commettere errori clamorosi, potrei essermi rimbecillito come alle volte capita, ecco allora che per controprova ho invitato un amico a portare la sua macchina (di cui va giustamente molto fiero) per fare la prova del nove.
Si tratta di un lettore che non ammette discussioni, forte di una meccanica straordinaria capace di estrarre ogni bit dal dischetto dispone di una conversione molto sofisticata per un costo finale, essendo poi una ‘Special Edition’, di quasi 15.000 Euro. A fronte del fatto che questo CDP ha un filino di macro-dinamica in più (ma proprio poca), so che non mi crederete ma in tutti, ripeto in tutti gli altri parametri la macchina di riferimento è stata superata se non addirittura surclassata dal mio vecchio CDP con il trattamento della lacca. Il mio amico è rimasto basito dal risultato, molto sportivamente ha accusato il colpo con signorilità, ma subito dopo ha ordinato pure lui una confezione di lacca Jiva! (Sono curioso di sentire il suo CDP dopo il trattamento).

Variazioni: A questo punto mi sono sentito un po' come Mago Merlino nel suo laboratorio che tenta nuove e sulfuree pozioni, che si scervella alla ricerca della pietra filosofale…ma accidenti, qualcuno l'ha già trovata. E' quel Cereda, con quel liquido riesce a trasformare tutto in oro! Come dicevo ho iniziato a trattare le saldature dei cavi, i contatti, i coni degli altoparlanti (provare per credere cosa fa) e infine sul giradischi. Su questo ho trattato tutta l'elettronica, poi i contatti sia in uscita che sulle pagliuzze che si collegano alla testina.
Ho riflettuto un attimo… Cereda mi ha detto anche di trattare il cantilever.
La mia amata (e costosa) testina a rischio rottura se dovessi sbagliare nel fare l'intervento? Se le cose si mettono male c'è sempre Torlai, ho pensato!
Mi sono calmato un attimo. Poi ho deciso: due giorni di totale astinenza da vino e super alcolici, concentrazione sull'obiettivo, fazzolettini per asciugare il sudore nervoso e infine un profondo e rilassante respiro prima dell'operazione. OK, inforco gli occhiali da orologiaio, intingo il pennellino e con un'abile tocco stendo la lacca sul cantilever. Et voilà! Beh, tutto sommato è stato molto più facile del previsto. Spero che Cereda abbia apprezzato questo atto di fiducia che gli ho dato!
Ebbene, cari miei, alla faccia dei toni contenuti che mi ero riproposto (e lasciamo che Bolduc si alteri pure) qui mi sbilancio: il risultato è stato strabiliante!!!
Il mio giradischi già molto buono in partenza ha migliorato in tutti i parametri. Probabilmente, oltre al clamp Stones già di per sé efficacissimo, l'effetto maggiore è merito della testina trattata, perché da quando ho steso la lacca sul cantilever il risultato è stato di un'enorme salto di qualità. Il volume è ancora una volta aumentato e la dinamica ha raggiunto risultati paradossali. Non solo anche qui si sentono meglio i piccoli dettagli e l'ambienza, ma anche la macro-dinamica, totalmente esente da limitazioni e compressioni (disco permettendo), raggiunge livelli tali che sembra quasi di ascoltare la velocità e l'impatto di un sistema a tromba! Il risultato è un suono fortemente e marcatamente ‘live’ che si avvicina veramente tanto al suono di un master, forse battibile, ma non di molto, solo da un registratore a 38 cm. secondo con nastro a due piste! Che roba ragazzi, scusate se ho usato toni così altisonanti, ma veramente in questo caso ne valeva la pena e non me ne pento.

Coda: Si dice che alcuni audiofili abbiano testato le pietre anche sul proprio corpo con effetti benefici sui dolori, e che ci sia qualcuno che le mette sul comodino accanto al letto per dormirci insieme in modo da avere effetti positivi sull'organismo (non sto scherzando). Si dice anche che abbiano effetti di interazione addolcendo il carattere ed attenuando le acidità (devo ricordarmi di metterle anche su mia moglie)! Sto scherzando naturalmente, però credo sia innegabile l'effetto positivo che questi accessori hanno sul suono (su mia moglie non ci giurerei).

Gran Finale Considerazioni finali molto semplici: mia moglie mi ha detto che vuole provare una crema per il viso ‘esoterica’ che costa 640 Euro per una confezione da 40 ml.
Con quel prezzo ho pensato che come minimo dovrebbe diventare come Monica Bellucci mentre invece credo che le cose non cambieranno di molto (anche se comunque per me è bella).
Invece con i prodotti Sublima le cose cambiano sì di molto, a fronte di costi, a mio avviso, estremamente contenuti: per esempio la confezione di lacca Jiva costa 250 Euro e basta ragionevolmente per trattare tutto l'impianto. Vista la grande efficacia d'azione sono portato ad affermare che se anche costasse dieci volte di più sarebbe ancora estremamente conveniente.
Perché dico questo? Perché mi sono reso conto che i nostri impianti, frutto della nostra passione e pagati con fior di quattrini, stanno suonando più o meno al cinquanta per cento del loro effettivo potenziale! Credetemi, ho riflettuto bene su quel che dico e non sto esagerando. L'effetto ottenuto con un trattamento completo è sonicamente equivalente ad una spesa per l'acquisto di un impianto tre volte più costoso, a prescindere da qualunque cifra voi abbiate speso!
Finalmente, in un mondo dell' Hi-End dove spesso la qualità viene venduta un tanto al Kilo, e si spaccia per buono cose dal costo elevato ma dalle prestazioni non congrue, ecco che salta fuori un Signore onesto (con la S maiuscola) che ad un prezzo più che concorrenziale vi propone un prodotto veramente serio e validissimo. Non lasciatevi quindi fuorviare dal prezzo perché, secondo me, ad oggi questi sono prodotti che non hanno rivali!
Per me, dicendolo in milanese: ‘El sona, eh sì ch' el sona!!!’ Livio Malpighi
Per info contattare Alex Cereda,
sublima@libero.it


(Questo messaggio è stato modificato da pb il 28 Dic 2008, 9:50 AM)

pb  Editore/Moderatore

editore@audiofilemusic.com

11 Dic 2008, 7:18 PM

Messaggio n°1 di 1
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Allegati: Condensatore verniciato con Jiva Super Stones.JPG (17.9 KB)
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