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Burmester: CD Player 061
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Per chi non conosce questo marchio, Burmester è un'azienda molto seria con sede in Germania che produce una gamma veramente ampia di apparecchi di aspetto molto teutonico. Devo ammettere che finché non ho avuto in mano il loro catalogo non avevo idea di quanto questa gamma fosse completa. In esso è possibile trovare parecchie linee di classe come la Reference Line, la Top Line, la Classic e la Rondò, nonché sezioni separate per i prodotti home theater, per i diffusori, per non parlare dei mobiletti, di un condizionatore di rete e di un'installazione car custom per la più desiderabile delle supercar, la Bugatti Veyron. Come avrete giù intuito, nessuno degli apparecchi Burmester è neanche lontanamente economico, ma la contropartita per la spesa è ottima, perché i prodotti Burmester sono realizzati in modo stupendo. Eppure, in Gran Bretagna rimangono rari. Il mio collega Paul Messenger ha recensito l'incredibile CD player 001 con trazione a cinghia ed io ho avuto la fortuna di usare quel notevole lettore per alcuni mesi lo scorso anno. Posso esprimere il mio massimo apprezzamento verso quello che è il CD player high-end dal suono più rilassante che io abbia mai provato. Lo 001 rimane parte della Top Line, mentre il più nuovo 061 è posizionato un gradino più sotto, nella linea Classic, ma Burmester lo definisce il fratellino dello 001, se non altro visivamente dato che, a prima vista, sembrano molto simili. Entrambi sono apparecchi di medie dimensioni a caricamento dall'alto e hanno quell'unico e particolare pannello frontale cromato, un marchio di fabbrica di Burmester fin dalla presentazione del preamplificatore 758. Essi condividono
anche la meccanica Philips CD2 Pro, anche se lo 061 la usa nella modalità a trazione diretta. Tutto nel lettore trasuda una sensazione di qualità. Fate scorrere lo sportellino sulle sue guide in teflon e avrete subito un'idea di che pasta è fatta la macchina. Anche se ha un po' un'aria da prodotto 'lifestyle', è in effetti un apparecchio high-end molto versatile che può essere usato in molti modi diversi. Potete usarlo semplicemente come CD player collegato ad un amplificatore analogico con connessioni single-ended o sbilanciate. Burmester raccomanda di usare queste ultime, ed avendole provate entrambe concordo con lui. Può essere anche usato come processore peraltre sorgenti digitali quali lettori DAT o altri. I suoi ingressi digitali processano dati PCM con una frequenza di campionamento fino a 192kHz, commutabile dai normali 96kHz con il telecomando. Naturalmente, sono disponibili anche uscite digitali. Connessioni aggiuntive possono ulteriormente aumentare la
versatilità in un impianto tutto Burmester. C'è uno slot MMI che permette all'utente di integrare qualunque futuro sviluppo dello 061, come un'interfaccia multimedia e un metodo per controllare l'intero impianto con un computer, chiamato Burlino. Inoltre, come per altri sistemi completamente monomarca, potete collegare lo 061 ad altri componenti Burmester tramite un minijack, rendendolo
slave o master per l'accensione e lo spegnimento. Il telecomando è un pesante oggetto in acciaio inox complesso e non particolarmente intuitivo, ma con 47 pulsanti difficilmente potrebbe essere altrimenti. E' in grado di controllare l'intero impianto, per cui alcuni pulsanti sono irrilevanti per il funzionamento dello 061 ma, anche dopo un paio di mesi di utilizzo continuo devo studiarlo per localizzare i pulsanti riservati al CD player. I dischi sono tenuti in posizione da un clamp di massa
parecchio elevata; il lettore è fornito con un cavo di alimentazione Burmester dedicato in dotazione.
Quasi per ricordarmi l'eccellenza dello 001, Burmester me ne ha mandato uno per effettuare un confronto e per mettermi a disposizione un riferimento prestazionale con cui valutare lo 061, ma entrambe le macchine avevano bisogno di un intenso rodaggio. Così, dopo un paio di settimane di funzionamento continuo ho installato entrambi i lettori fianco a fianco e ho iniziato gli ascolti. Ho prima passato alcuni giorni con lo 001 per riabituarmi a questo eccellente lettore. Ricordo che quando ne ho usato uno, lo scorso anno, si è guadagnato altrettanto commenti ammirati di quelli
che ha raccolto il preamplificatore phono Lyra Connoisseur in un ampio gruppo di ascoltatori, con in particolare gli appassionati Naim di lungo corso particolarmente entusiasti e copiosi nei loro apprezzamenti. Tutti amavano la sua maniera discreta di far musica ed ero continuamente impressionato dalle sue fluenti e liquide abilità ritmiche. Non era il lettore più manifestamente dettagliato che io abbia mai ascoltato, in effetti sembrava a volte arrotondare i transitori, ma mi è sempre piaciuto ascoltare la musica da esso riprodotta perché era completa, timbricamente espressiva e potevo ascoltarlo per ore e non rimanere mai deluso. Per una volta, ecco un prodotto che non suonava in modo simile al suo aspetto. Mi aspettavo che fosse piuttosto esuberante, distaccato e lucido come il suo cabinet, ed un modello di fredda, distaccata efficienza teutonica - ma ciò che avevo di fronte a me era un'esperienza musicale emotivamente molto coinvolgente, ma in modo affettuoso. Con il nuovo 001 è stato esattamente lo stesso, solo che questa volta l'ho usato con l'amplificatore Vitus SS-010 e ho usato le uscite bilanciate. Combinazione vincente quella con i diffusori JMlabs Micro Be, i cavi di potenza Nordest Valalla e quelli di segnale bilanciati Tyr (non avevo i Valalla bilanciati, che so avrebbero suonato ancora meglio) ed ero curioso di scoprire quando vicino a queste prestazioni stellari lo 061 sarebbe arrivato. Così, ho messo lo 001 da parte e, usando sempre le connessioni bilanciate, ho iniziato ad ascoltare lo 061. Non ero preparato alle differenze tra i due. Lo 061 si è rivelato subito meno sontuoso nel suo bilanciamento e più avanzato nella presentazione. Impossibile non notare il maggiore controllo nel suono e il superiore impatto che la musica aveva guadagnato. Laddove lo 001 ha questa sua qualità di morbido fluire dell'energia ritmica e del tempo, lo 061 ha più presa nei transienti e inizialmente pare più veloce e autoritario. Sembrava quasi che questa fosse globalmente una macchina più dinamica anche se, pur nei primi ascolti, ho notato che sembrava esserci minore informazione ambientale a basso livello. Era quasi come se lo 061 fosse il lettore più dettagliato, con alte frequenze dotate di maggiore presenza e vitalità, anche se è senza dubbio più snello e un pelo più duro. Mentre il ricordo dello 001 svaniva, ho iniziato ad ascoltare lo 061 di per sé e non considerandolo il fratello minore. L'ho trovato alquanto diverso nel suo modo di interpretare lo slancio ed il modo in cui viene impiegata l'energia musicale. Lo 061 è forse il CD player più controllato che ho mai ascoltato. Ha veramente un controllo assoluto in gamma bassa ed è articolato in tutta la risposta in frequenza mentre guida la musica con una reale precisione da alto impatto. Ma non diventa mai affaticante, perché il suo equilibrio timbrico è veramente ottimo. Consequence of Chaos, il nuovo album di Al di Meola (Telarc 83649) evidenzia veramente le capacità dello 061 nell'estrarre le informazioni musicali dal disco e presentarle nell'ambiente di ascolto. Al, con le sue dita scintillanti, è il chitarrista tecnico che fa per me. Ritmi elevati, di gusto sempre indubbio, ha sempre momenti di grande ispirazione, ma in questo CD deve essere sotto l'effetto di tranquillanti, perché riesce veramente a frenarsi un po' più spesso e a suonare alcune linee melodiche molto interessanti - anche se non può resistere a lungo alla tentazione e ben presto finisce per strapazzare la tastiera della sua chitarra fino a farla a pezzi fino ad impazzire in un tornado di frenetiche note. Come sempre, comunque, egli usa la crema dei musicisti americani, per cui le interpretazioni sono di qualità estremamente elevata. Lo 061 affronta l'intensità di questa musica con sprezzante facilità e non perde mai un punto, anche quando le tessiture ritmiche e timbriche diventano via via più dense. Il livello di separazione e ricostruzione
dei transitori che esso riesce a mantenere è notevole e permette all'ascoltatore di concentrarsi su ciascuno dei milioni di piccoli dettagli. Non solo si sente ciò che viene suonato, ma si apprezza il modo in cui viene fatto. La totale articolazione delle percussioni ed il modo in cui essa viene incorporata nel tessuto e nello stile della musica porta l'ascoltatore a stretto contatto con la fisicità dell'esecuzione. Si va ben oltre all'ascolto del suono degli strumenti, in un mondo di tecnica e fraseggio in cui si comprende chiaramente che questi sono musicisti seri, in tutt'uno con l'idea musicale e le sensazioni del brano musicale. Il Burmester è così focalizzato e dinamico che sembra sempre avere a disposizione una riserva dinamica e può sorprendere per come gestisce l'impatto. Ma le sue capacità vanno ben oltre la semplice evidenziazione del lato drammatico della musica, perché lo 061 è ugualmente a suo agio con le ampie tessiture orchestrali o con le voci. Ho imparato ad apprezzare a fondo la colonna sonora scritta da Alberto Iglesias di Parla con Lei, il film dello strano ma interessante regista Pedro Almodovar (Milan 36005-2). In Habla con Ella amo il modo in cui lo 061 mostra una gamma così completa di tessiture e varietà strumentali mentre vaga musicalmente nella campagna spagnola, contrappuntando costantemente passaggi ritmati di gusto spagnolo con delicati struggimenti del violino e l'accenno di flamenco che ossessiona il sottofondo, mentre il meraviglioso Vicente Amigo suggerisce le religiose armoniche di Rodrigo sia con le note
che con i colori timbrici. Mentre la musica fluisce, dipinge un ritratto sonoro della Spagna (e non intendo uno scontato) più evocativo di qualunque altro che io abbia sentito da un pezzo a questa parte. Questa è la bellezza della musica da film. Ho sentito questo CD in un bel po' di impianti, ormai, con vari livelli di soddisfacimento. Lo 061 ha mostrato veramente l'equilibrio strutturale ed il senso di amarezza che rende per me l'esperienza così speciale.
Al cuore di questa performance è la pulizia e l'alta risoluzione del Burmester, e il fatto che riesca a star dietro alla ritmica, cosa positiva per qualunque componente di alta qualità. Lo 061 riesce in questo compito con aplomb, unendo un dettaglio ad alti livelli con velocità e reale agilità. Ha quella
stretta presa e quel controllo sulla musica che mi fa venire in mente il Teac Esoteric X-01, ed anche se non riesce a gestire gli stessi straordinari livelli di microinformazione che quello straordinario lettore offre, comunica un senso di energia e progressione musicale che lo mette ad un altro livello rispetto a molti altri progetti sotto i 9.000 Euro. Sarebbe molto facile ascoltare lo 061 con un solo tipo di musica e giungere a conclusioni errate su di esso. Merita davvero di essere ascoltato con apparecchi di contorno di elevatissima qualità e posso immaginarlo al lavoro in impianti composti seguendo filosofie ben diverse tra loro. Credo che Burmester si sia fatto una reputazione difficile in Gran Bretagna. Ogni volta che ho raccontato che stavo recensendo uno dei suoi prodotti, una delle prime cose a cui i miei interlocutori accennavano era il costo degli apparecchi del produttore tedesco. Beh, avendo vissuto sia con lo 001 che con lo 061 ormai per un bel po', non posso essere d'accordo. Dovrei chiarire che preferisco ancora lo 001 allo 061, ma il fatto che il primo sia sei anni più vecchio e riesca ancora a mettere insieme una performance totalmente soddisfacente la dice lunga sulla qualità dei prodotti Burmester. Finora ho sentito solo un paio di macchine che preferisco
allo 001 ed entrambe sono notevolmente più costose. Ora, considerate che la stessa qualità della realizzazione e delle finiture viene raggiunta nello 061, passate un po' di tempo con questo lettore e poi confrontatelo con altri CD player della stessa fascia di prezzo: credo che, come me, concluderete che si tratta di un oggetto dall'ottimo rapporto qualità/prezzo. Aggiungete la sua versatilità e vedrete che i prodotti offerti da molti altri costruttori di alto livello vi sembreranno ben più costosi. Burmester, ed il CD player 061 in particolare, sono ben degni di un serio esame. Cosa si nasconde in un numero…
La nomenclatura Burmester è decisamente diversa da quella di altri costruttori. Prendete il caso dello 001: questa sigla deriva dall'anno della presentazione sul mercato, che in questo caso è stato il 2000 (00) e l'uno indica che è il primo lettore presentato in quell'anno.. Dunque, come avrete probabilmente già realizzato, la sigla 061 si riferisce al primo CD player presentato da Burmester nell'anno 2006. Con sei anni di sviluppo generale, ero interessato a vedere se il gap tra i due lettori fosse stato annullato.
Chris Thomas, HIFI+

SPECIFICHE TECNICHE
Tipo: CD player integrato/processore
Meccanica: Philips CD2 Pro
Ingressi digitali: 2 x RCA; 1 x ottico Toslink
Uscite digitali: 2 x RCA; 1 x ottica Toslink
Uscite analogiche: 1 x XLR bilanciata); 2 x RCA sbilanciate)
Dimensioni: 482 x 112 mm (L x H x P)
Peso: 9,6kg
Prezzo: 8.670,00 Euro
Distribuzione: Adeo Group SPA
Via Filos 35/31 38015 Lavis (TN)
tel: 0461-248211 info@adeoht.it
web: www.adeoht.it

Segreteria  Veterano

segreteria@audiophilesound.it

21 Dic 2007, 10:38 AM

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