Kiseki Nel secolo scorso fu costituita un’azienda in Olanda, chiamata Audiophile Products. Tuttavia non da Mr. Goro Fokadu, ma… da me. In realtà, quest’azienda esiste ancora, ma l’entità giuridica è ora utilizzata da Dè HifiWinkel a Beek-Ubbergen (guardate questo bel sito: www.hifiwinkel-beek.nl). A quel tempo eravamo all'interno di quest’azienda produttrice di bracci (una versione del modello Hadcock, che per qualche tempo fu una cooperazione con Mr. Eddy Driessen della Pluto Audio), di PinPoints (la versione europea dei TipToes), di tappetini per giradischi Record Interface (che producevamo anche per Oracle), ecc. Eravamo anche - come Durob Audio - distributori europei delle testine Koetsu. Dave Fletcher della Sumiko (anche progettista di The Arm) gestiva il mercato degli Stati Uniti e noi gestivamo l'Europa. Ognuno di noi riceveva un lotto di trenta testine al mese. La consegna era rigorosamente prepagata, e le comunicazioni di lavoro erano fatte con mani, piedi e un dizionario tedesco, giacché la figlia di Sugano parlava un po' di tedesco, ed io pure, ma non molto meglio di lei. Il che creava a volte delle situazioni molto divertenti, mentre cercavamo di parlarci al telefono nel mezzo della notte in lingua tedesca, dove i primi cinque minuti non erano altro che “Hallo, hallo, hallo” fra noi. Finché il centralinista telefonico (che in realtà ci stava ascoltando) ci interruppe dicendo che questa sarebbe stata una conversazione molto, molto costosa… A un certo punto sia Dave che io, ci accorgemmo che le cose non stavano andando bene come prima. Le consegne erano ritardate e le testine suonavano tutte in modo diverso. Dovevamo scegliere una per una, quelle che suonavano meglio, e restituivamo quelle che secondo noi non potevano essere vendute. La loro reazione fu che, a causa delle molte ore di riproduzione, dovevamo pagare un alto prezzo per la riparazione (poiché la testina era stata ricevuta nuova). Anche i resi impiegarono sempre più tempo. La situazione divenne piuttosto difficile. Poi un bel giorno che non ricevetti il mio quantitativo mensile, per caso scoprii che invece di spedirle a me, le testine erano state inviate in Svizzera, con la scusa che quel paese non era in Europa; affermazione che ovviamente era vera e falsa allo stesso tempo. In ogni caso, era il momento di ‘svegliarci’. Ero stato alcune volte in Giappone, e oltre a visitare Mr. Sugano conoscevo e frequentavo i personaggi locali dell’high-end. Mr. Kondo (Audio Note), Mr. Nakanishi (RF Entreprises e Stellavox), Mr. Suzuki (di un grande negozio hi-end), Mr. Keeske Abe (un giovane di famiglia ricca che progettava le Metropole Electrostatics) sono i nomi che ricordo. Visitammo tutte le fabbriche che potevamo. Mr. Kondo accettò di progettare e produrre uno speciale trasformatore. Il primo che ottenni era alloggiato in una sorta di "scatola di sigari", ma funzionava molto bene. Nella mia camera d'albergo progettai un involucro per il trasformatore, e una settimana dopo ebbi un campione del MCT1 Silver. Lo portai da me in Olanda, e tutti quelli che lo ascoltarono convennero che era un bel prodotto. Quando ci accorgemmo che le cose stavano diventando problematiche con Koetsu, feci due cose. Presi contatto con Dave Fletcher in USA e gli chiesi della sua situazione, e lui mi disse che era esattamente uguale alla mia. Decidemmo quindi di parlare di tutto ciò con un nostro comune amico / uomo d’affari: Mr. Yasuo Nakanishi. Durante il CES egli ascoltò la nostra storia e promise di aiutarci come amico. Beh, per farla breve, dopo alcune settimane ricevemmo un messaggio, il quale diceva che era meglio che una persona giapponese ora gestisse la distribuzione, piuttosto che un americano e un europeo. La persona giapponese in questione era il nostro "amico" Yasuo Nakanishi… che fu anche così maleducato da chiedermi l’elenco di tutti i miei clienti, così che egli avrebbe potuto continuare a rifornire il mercato europeo senza intoppi con le testine Koetsu. Grazie (e arrivederci) Mr. Dungen e Mr. Fletcher… L'altra cosa che feci fu di prendere contatto con alcuni dei miei amici giapponesi, e spiegare loro che avevo bisogno molto urgentemente di una nuova testina in grado di competere con Koetsu. Almeno della stessa qualità, e magari più bassa nel prezzo. In Olanda feci un disegno a mano per il corpo di una testina, i miei amici con i quali stavo producendo i bracci (e piccole parti per il Campionato Mondiale di mini-aerei ‘speedmachine’) fecero subito 6 corpi in alluminio che furono inviati a 3 produttori di testine in Giappone. Ricevettero da noi le caratteristiche tecniche e i dettagli (e ovviamente esse erano molto simili a quelle delle Koetsu) e inoltre chiedemmo la possibilità che riproducessero la stessa qualità in maniera costante al prezzo migliore. Una volta che le sei testine tornarono da noi in Olanda, eseguimmo diversi test alla cieca in vari impianti, e alla fine scegliemmo una di queste, che divenne la nuova testina. E' vero che uno di questi produttori era Dynavector, e conoscevo molto bene il Dr. Tominari e Mr. Takefumi Fujimoto, ma non fu la loro fabbrica a produrre la testina. E, a differenza di ciò che avete scritto, non sono mai stato distributore della Dynavector. Comunque, a quel punto avevamo una nuova testina e doveva avere un nome. Chiesi a uno dei miei amici giapponesi: traducimi in giapponese "ricomincio da capo". La risposta fu "Atarashii kadode" o qualcosa di simile. Risposi che era troppo lungo come nome da stampare su una testina. La mia domanda successiva fu: traducimi in giapponese "piccolo miracolo". La risposta fu... "Kiseki". A quel punto saltai in aria dalla gioia. Avevamo trovato un nuovo marchio; e che bel nome da dare al fratellino del mio ex-figliolo Koetsu, che era stato rapito a me e a Dave in malo modo. Il passo successivo fu quello di convincere i personaggi nel mercato che avevamo una testina, la Kiseki Blue, in grado di competere con la nostra precedente creatura Black Koetsu. Capii che l'unico modo di coinvolgerli era quello di convincere i miei ex clienti, i distributori Koetsu. Fu quindi prodotto un primo lotto, e nel frattempo fu inviato loro il nostro campione approvato, a quelli che erano rinomati per la loro specializzazione analogica, o per la loro abilità nel fare ad esempio un famoso braccio. Poco tempo dopo ricevetti un messaggio: se fossi stato in grado di mantenere la stessa costante qualità del suono nella produzione, di vendere la testina allo stesso prezzo della Koetsu Black e di approvvigionarla in modo regolare, questo cliente avrebbe ordinato immediatamente 100 pezzi. Ovviamente gli confermai che potevo, e a un prezzo inferiore. Il suo parere era importante per gli altri clienti e quelli nel mercato, così Kiseki fu accettata come una testina fono di alta qualità. Alcuni dei miei vecchi distributori Koetsu iniziarono a vendere anche Kiseki, altri non lo fecero perché pensavano che confondesse le idee, e certi dissero che l’avrebbero distribuita mentre la esportarono per anni... In tutti i casi io ero al settimo cielo, perché vendevo circa 150-200 testine al mese invece di 30. Certamente adesso mi chiederete "chi era Goro Fokadu?" Beh, in realtà era Goro Fukada, il mio produttore di testine a quel tempo; ma avendo imparato la lezione, avevo deciso di modificare il suo nome così che non avrei perso tutto il mio lavoro per colpa di un altro "amico"… Dopo la Kiseki Blue progettammo la Kiseki Purpleheart Boron, Purpleheart Sapphire, Blackheart Boron, Agaat Boron, Agaat Ruby e Lapis Lazuli Diamond. Mr. Kondo ci forniva i trasformatori MC cablati in argento, altri MC in OFC e cavi in argento puro per ricablare i bracci. In seguito progettai con i miei amici il braccio Kiseki Gold, che fu prodotto anch’esso in Giappone. Quando il CD arrivò sul mercato, le vendite scesero a un livello incredibilmente basso. Allo stesso tempo ero diventato responsabile di un nuovo negozio high-end che era stato lasciato improvvisamente senza direttore, cosicché il progetto Kiseki in un certo senso si spense da sé. Durante tutti questi anni ho sempre ricevuto richieste da persone di rilanciare quel progetto, e fino a poco tempo fa ero in dubbio se l’avessi fatto o no. Se potevo farlo o no. Del resto una giornata ha solo ventiquattro’ore (e a questo proposito, sono le 3:30 del mattino mentre sto scrivendo questo testo - e ho appena ricevuto un’e-mail da uno dei miei ragazzi che sta lavorando sul pre fono Mystère - che strano hobby è questo business...). Tuttavia, recentemente una domenica stavo compiendo alcuni esperimenti e volevo fare una copia digitale di alcuni LP. Dovevo per forza di cose trovarmi di nuovo davanti a un giradischi. Lo feci, e installai un braccio e una testina. Mi guardai intorno e fui tentato di installare un airbearing, ma sapevo che ci sarebbero voluti giorni, settimane, mesi per farlo funzionare. E molto probabilmente avrei dato forfait prima di esservi riuscito. Così il mio Oracle con braccio Kiseki Gold ricevette una nuova testina che avevo in un cassetto... guarda un po’, una Koetsu Black ☺. Per farla breve, non mi piaceva per niente il suono. Ricordo molto bene che era una testina dal suono "scuro", anzi direi veramente buio, troppo buio per vedere qualsiasi luce musicale, così dopo una settimana ci rinunciai e mi dissi "se avessi fra le mani una di quelle Kiseki rimaste…". E, fortunatamente, l’avevo. Mai usata, in una scatola di legno sigillata. Montai la Kiseki, accesi il giradischi e la musica era viva. Mi dava quella "luce" che mancava nell’altra testina appena citata. Dopo alcuni giorni il suono era un po' più morbido, ma sempre leggero, delicato, aperto, vivace. E questo mi fece pensare "perché non rifarlo di nuovo". Perché non ricominciare da capo... Atarashii kadode, con il mio piccolo miracolo, la mia Kiseki. Da quel momento tutto è andato in fretta. Le pratiche burocratiche e i componenti sono stati raccolti, e mi sono ritrovato durante la notte sul tavolo della cucina a scegliere le parti, ad appiattire alcune targhette deformate usando la macchina per fare la pasta (!) ecc. ecc. Dopo aver controllato il mio inventario, sapevo di poter produrre circa 105 nuove testine Kiseki Blue N.O.S. Ho ritrovato il mio compagno Fokadu (o era Fukada?), e ben presto ho avuto in mano nuovamente due campioni (con 2 stili diversi) e dopo la mia scelta, è iniziata la produzione di 100 pezzi. Trenta pezzi già ricevuti, 20 in transito, 50 a seguire. Dopodiché faremo una produzione "normale" della Kiseki Blue NS (New Style) con la stessa qualità utilizzando un corpo più piccolo, quello che usavamo in passato per l’altro nostro marchio di testine MillTek. Nel frattempo ho preso in esame le parti restanti delle testine Purpleheart Agaat e, se il mondo avesse ancora bisogno di "piccoli miracoli", esse seguiranno nel 2011. Stiamo lavorando anche su un preamplificatore Kiseki, e in questo progetto vogliamo provare a combinare il meglio dell’analogico con quello del digitale. Come, cosa e perché... spero di dirvelo nel 2011...
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Veterano
segreteria@audiophilesound.it
24 Feb 2011, 12:24 PM
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