|
Cavi De Antoni - Riccardo Mozzi
|
|
Bloccato
|
|
Riccardo Mozzi Cavi De Antoni Premessa: Sono trascorsi oramai oltre due anni dalla prima presa di contatto con questi cavi di alluminio: nel frattempo la gamma si è ampliata e vale la pena approfondirne la conoscenza. Introduzione Abbiamo provato recentemente diverse famiglie di cavi; quasi tutti italiani e quasi tutti eccellenti; risulta difficile per un audiofilo, allora, rivolgere il proprio interesse a questo od a quel Costruttore; sono da mettere in gioco, infatti, oltre alle caratteristiche timbriche delle varie connessioni, inevitabilmente anche la futura commerciabilità dei prodotti scelti: ultimamente mi sono forse un poco fissato su questo aspetto, ma il motivo mi par essere concreto: mi è capitato infatti di cedere alcuni apparecchi e/o cavi e la valutazione è stata comunemente inferiore ad un terzo del listino del prodotto; anzi in alcuni casi il ‘mercatino’ non si è mostrato interessato neppure a quotazioni inferiori ad un quarto del listino...: sarà la crisi, ma è mio parere che nella scelta di un cavo un aspetto da non sottovalutare è, appunto, la ‘commerciabilità’ del Marchio stesso, anche se appare alquanto meschino ammetterlo: in questo strano mercato esistono Costruttori oramai consolidati nel cuore degli audiofili che anche se producessero un apparecchio decisamente mal-suonante, lo stesso avrebbe un qualche successo commerciale; mentre, al contrario, vi sono alcuni Costruttori italiani più che seri che riescono a realizzare prodotti decisamente interessanti dal punto di vista prestazionale che però non riescono a ‘sfondare’... Se facessimo un esame di coscienza dovremmo ammettere, nostro malgrado, che in effetti a volte poniamo un poco troppa importanza al Marchio, come se ascoltassimo con gli occhi o con il portafogli...: duole tuttavia ammettere che in un passato più o meno recente alcuni ‘sottoscalisti nostrali’, a volte con la complicità di qualche recensore compiacente cui viene regalato un pezzo, hanno un poco preso in giro noi audiofili, introducendo prodotti realizzati in pochissime unità, con una affidabilità incerta e con una rivendibilità postuma praticamente nulla; e di nomi se ne potrebbero fare più di uno... Descrizione Difficile quindi guadagnarsi la fiducia dell'utente finale, specialmente per un Costruttore di cavi, prodotti che oramai temo abbiano più che saturato il mercato: la prova? Guardate nel vostro magazzino audiofilo: sarà difficile trovare un pre di riserva, mentre potrete reperire sicuramente un bel po' di connessioni di vario tipo che giacciono inutilizzate in un cassetto; e provate un po' a cederle ad un prezzo ragionevole: difficile, cari amici... La famiglia di cavi De Antoni è caratterizzata dall'utilizzo esclusivo di alluminio quale conduttore: Manlio De Antoni nella sua officina-laboratorio costruisce a mano i suoi cavi uno per uno partendo dal trafilato di alluminio; una serie innumerevole di intrecciature alternate all'isolamento lo portano poi a concludere il prodotto finito che necessita così per la sua ultimazione di svariate ore di cure certosine; sono state molte le configurazioni provate dal Costruttore che prima di lanciare sul mercato i suoi prodotti ha voluto essere ben sicuro di una eccellenza e costanza del risultato finale di ascolto; nonostante questo mi è capitato di verificare personalmente che, rispetto al cavo di potenza Dotto, già testato a suo tempo e che suscitò una impressione tale da ‘costringermi’ al suo acquisto pur nella sua versione quasi prototipale, tanti e tali sono stati i miglioramenti applicati a questa nuova connessione da obbligare il Costruttore a fornirmene la sua versione più aggiornata. Tutte le connessioni sono terminate con contatti di ottima qualità, ben rifinite da una guaina nera di protezione che riporta un'etichetta con il modello ed il numero di matricola del prodotto, oltre alla direzione di connessione; la scritta a mano del numero di matricola dona a questi prodotti un tocco di artigianalità che conferma la fattura rigorosamente a mano di questi cavi; in ultimo vorrei citare la ragionevole flessibilità che permette loro di poter essere installati con facilità senza contorsionismi e senza danneggiare gli altri apparecchi o loro stessi. Mi sono state recapitate le due linee complete di prodotti, ovvero la Dotto e la Nano, la cui differenza di listino è notevole ed attestantesi all'incirca su un rapporto di uno a quattro... Analisi sonora Sarà autosuggestione, ma anche in questo caso, come in altri già presentatisi in precedenza, il cablaggio completo del sistema con tutte le connessioni De Antoni permette di discernere meglio l'impronta timbrica di questi cavi: sono tutti piccoli "spostamenti cromatici" concordi che tendono ad evidenziare il carattere aperto, deciso e trasparente delle connessioni De Antoni, naturalmente anch'esse soggette ad interventi sul risultato finale più o meno determinanti a seconda della tipologia; mi spiego meglio: è il cavo di potenza ad essere quello più ‘caratterizzato’, quello il cui inserimento risulta essere facilmente discernibile anche da parte di un ‘non appassionato’, grazie alle sue doti di estrema trasparenza e velocità, unite tuttavia ad una articolazione della gamma bassa che ha dello stupefacente; questa terminazione è quella che mi ricorda di più il cavo di potenza che ho apprezzato maggiormente (e che quindi non è detto che sia il migliore in assoluto, naturalmente), ovvero il famoso MIT 850 Shotgun Evo, oramai fuori produzione da tempo e, a mio avviso, non ancora superato dalle serie più recenti di questo Costruttore; già...: a volte capita che un ‘inventore’ azzecchi un certo prodotto; poi le ferree leggi del mercato gli impongono di creare una linea di apparecchiature e, successivamente, di evolvere il prodotto primigenio stesso; ma a volte non è detto che i componenti della gamma o le sue evoluzioni suonino meglio; esempi se ne potrebbero fare parecchi... I cavi De Antoni sono stati utilizzati per collegare (uno alla volta o tutti insieme) i vari componenti dell'impianto che qui di seguito riassumiamo brevemente: sorgente digitale Madrigal (meccanica Proceed e convertitore Mark Levinson), una analogica Sota-Eminent-Shelter, amplificazione Spectral e Mark Levinson, diffusori Avalon; stanza ben trattata con i DAAD, in attesa di provare il nuovo Polifemo, una trappola acustica accordabile finemente in base alle esigenze della sala di ascolto. I cavi di riferimento utilizzati sono stati svariati: cito brevemente quelli maggiormente utilizzati, ovvero il White Gold Prestige M di segnale (straordinario per la capacità di scontornare a tutto tondo gli esecutori), Revelational Cables (ancora ‘imbattuti’ quanto meno sull'alimentazione), MIT, NBS, Shinpy ed altri. La prova è stata iniziata con il collegamento del cavo di segnale Dotto, seguito poi dal fratello di potenza: uno dei riferimenti utilizzati (Crystal Cable) risulta essere chiaro ed aperto; ma commutando il Dotto nella stessa configurazione il suono si dischiude, una selva di particolari seppur intricati emerge alla partitura, la qual cosa fa apparire addirittura leggermente offuscato il riferimento; gli esecutori rinascono a nuova vita, una vita più illuminata e dettagliata, quasi che fosse stata passata sulla finestra di ascolto una bella spolverata con l'aiuto del Vetrix...; quando gli esecutori presenti sono in numero particolarmente elevato e collocati a stretto contatto l'uno con l'altro questa capacità di risoluzione è ancora più evidente, e la qual cosa appare abbastanza logica: quando l'esecuzione si presenta abbastanza difficile da riprodurre ecco che allora le differenze tra una connessione e l'altra appaiono un poco più evidenti; queste caratteristiche sono relativamente simili alle prestazioni ottenibili con certi cavi NBS (Monitor 0 e Black Label II), che tuttavia hanno un listino circa triplo....: la qual cosa mi pare essere il miglior complimento possibile per le connessioni italiane, vista la considerazione (meritata) di cui godono da tempo gli NBS. Il modello Dotto appare essere timbricamente un poco più chiaro dei Revelational Cables, forse con un filetto d'aria in meno, ma con una capacità di risoluzione quantomeno pari ai cavi patavini; seppur questa ariosità dei Revelational appaia più evidente quando siano connesse tutte le tipologie dei cavi (alimentazione, potenza, ecc.) La gamma bassa è ben rotonda al punto giusto: è probabile che gli White Gold Prestige M possano scolpire in modo più tridimensionale, ma, come detto, questa sembra essere la caratteristica peculiare e forse unica nel panorama dei cavi delle connessioni di Porto Viro; l'articolazione dei De Antoni, tuttavia, sembra essere leggermente superiore ai riferimenti, la qual cosa smentisce chi è solito ascoltare con preconcetti piuttosto che con le orecchie (cavi in argento trasparenti, in alluminio leggeri ecc...); il basso si presenta con una stilla di asciugatura che permette lui una maggior velocità di esecuzione dei transienti; in definitiva si tratta di un cavo sia "da ascolto" che "da recensione", grazie alla sua trasparenza straordinaria unita tuttavia ad una musicalità intrinseca che lo rendono pressoché universale. Il modello Dotto, nella configurazione da 1 mt di lunghezza, è a listino a 4100 euro: un po' tantino, ma commisurato con le stellari prestazioni e paragonabile con il listino di altri prodotti top analoghi; il modello Nano, invece, costa sensibilmente meno: 920 euro: si tratta di una cavo, in questo caso, che superficialmente definiremmo ‘da ascolto’: le doti di trasparenza e la capacità di risoluzione non possono essere, naturalmente, a livello del fratello maggiore; è percepibile, inoltre, un leggero viraggio verso tinte un'oncia più scure; la qual cosa contribuisce a rendere un poco più ascoltabili certe incisioni digitali ‘vecchie’ un poco troppo ‘sparate’ verso la gamma alta; una connessione, quindi, da relax, che permette ascolti interminabili senza accenni di fatica di ascolto, un po' come accadeva con una connessione italiana dal listino analogo (Megaride), seppur un poco più caratterizzata verso tonalità più ambrate. Non più, quindi, risoluzioni e trasparenze da primato assoluto, ma una serie di caratteristiche equilibrate e tendenzialmente neutrali, anche se, come detto, l'equilibrio timbrico parrebbe essere leggermente virato verso una parvenza di minor luminosità rispetto al top di gamma. Sono stati poi esaminati in successione i modelli di potenza Dotto e Nano; successione che, seppur rapida, necessariamente è rallentata dal fatto di dover inclinare 80 Kg di diffusore per poter accedere alla sua morsettiera, inopinatamente disposta alla base dello stesso; conoscevo già benino il modello precedente, una versione allo stadio poco più che prototipale del Dotto; non so cosa sia cambiato (oltre alle forcelle di collegamento, adesso Cardas) all'interno di questi tubi sonori, ma credo che le differenze siano sostanziali: un amico presente in saletta durante una delle numerose prove ha riferito che rispetto al modello precedente pareva che addirittura si fosse cambiato il finale...! Ed in effetti la quantità di informazioni di dettaglio ed armoniche che scaturiscono da questo cavo è davvero impressionante: sicuramente tra i super-top che abbia mai ascoltato; già in apertura dell'articolo lo avevo accennato: questo cavo potrebbe ricordare le prestazioni del famoso MIT MH850 Shotgun Evo, un filetto di 20 Kg che costava dieci anni fa oltre trentasei milioni di lire..... Le caratteristiche di riproduzione sonora si possono riassumere in poche parole: velocità di risposta ai transienti che solamente Spectral e poche altre amplificazioni sono in grado di far emergere; equilibrio timbrico tendenzialmente neutrale, seppur con la gamma bassa leggermente ovattata durante il primo periodo di rodaggio: l'articolazione rimane eccellente ed è solamente l'energia che si propaga in modo leggermente più ‘diluito’ intorno alla nota bassa; le differenze tra il primo modello e questo di normale produzione sono state tante e tali da "costringermi" a ricattare il Costruttore trattenendo questo nuovo modello e restituendo quindi il proto... Nella misura in esame (1.6 metri) questo cavo costa la bellezza di 6560 euro; meno di un quinto è prezzato il modello Nano (1270 euro) che, ad una frazione del costo, offre un poco le caratteristiche di riproduzione del Dotto, senza tuttavia avvicinarne le prestazioni allo stato dell'arte; ed anche questa volta si assiste all'ennesima dimostrazione che, ad un livello di riproduzione elevato, per miglioramenti sensibili l'esborso in termini economici è più che notevole; seppur, almeno in questa circostanza, pienamente giustificato dalla differenza di prestazioni: e, badate bene, non è che il Nano suonicchi: è il Dotto a suonare in modo davvero straordinario... In ultimo si sono analizzati i cavi di alimentazione, anch'essi presenti nei due modelli della gamma; ed anche in questo caso la differenza tra le due connessioni è sostanziale, come lo è la differenza di listino; il modello Dotto è pieno, deciso e determinato, consentendo un lavoro in pieno relax da parte del finale (o del preamplificatore); non è così straordinario come i fratelli di potenza e di segnale e potrebbe risentire della concorrenza di altre terminazioni, anche italiane (Revelational Cables), che sembrano possedere un qualcosina in più nei termini di determinazione della gamma bassa e nella quantità di informazioni evincibili dalla partitura; il modello Nano, anche in questo caso, è più che onesto ed è proposto ad un listino che potrebberlo farlo preferire rispetto ad altre connessioni analoghe a seconda delle preferenze soggettive di ascolto dell'utente finale. Conclusioni Le conclusioni sono quantomai semplici: il senso di trasparenza e vividezza che i Dotto di segnale e di potenza riescono ad infondere all'interno di un sistema equilibrato è innegabile e notevolissimo; al confronto appaiono leggermente sotto tono i modelli Nano, quantomeno confrontandone le prestazioni con quanto i Dotto possono far emergere dalla partitura musicale; concorrenza quindi feroce per i modelli base, le cui caratteristiche di lucentezza potrebbero far propendere la scelta verso di loro quando l'audiofilo rivolga le proprie preferenze e/o necessità verso questo aspetto della riproduzione. Assolutamente da provare i modelli Dotto, a costo di rimanere poi senza soldi per la settimana bianca con la famiglia... Riccardo Mozzi
|

Segreteria
Veterano
segreteria@audiophilesound.it
8 Mar 2010, 3:00 PM
Messaggio n°1 di 1
(letto 4788 volte)
Link
|