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Novità Jupiter: Fryderyk Chopin (1810 - 1849) ... Friedrich Gulda. The early RIA (Friedrich Gulda. Le prime registrazioni RIAS)
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Fryderyk Chopin (1810 - 1849) ... Friedrich Gulda. The early RIA (Friedrich Gulda. Le prime registrazioni RIAS) Audite Cod. AUDITE 21.404 B.C. 4022143214041 Friedrich Gulda (pianoforte), RIAS-Symphonie-Orchester Berlin, Igor Markevitch (direzione) CD 1: Ludwig van Beethoven (1770-1827): Sonata n. 10 in sol maggiore Op. 14,2; Sonata n. 30 in mi maggiore Op. 109; 15 Variazioni con una una fuga in mi bemolle maggiore Op. 35 (Eroica Variazioni); 32 Variazioni in do minore WoO 80. CD 2: Claude Debussy (1862-1918): Suite pour le piano; Estampes (La soirée dans Grenada); Images. Secondo Libro (Pesci rossi); Preludi. Primo Libro (Passi sulla neve; La serenata interrotta); Suite Bergamasca; Maurice Ravel (1875-1937): Gaspard de la Nuit. CD 3: Fryderyk Chopin (1810-1849): 24 Preludi Op. 28; Notturno in do minore Op. 48 n. 1; Barcarola in fa diesis maggiore Op. 60; Sergej Prokof'ev (1891-1953): Sonata per pianoforte n. 7 in si bemolle maggiore Op. 83. CD 4: Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791): Concerto per pianoforte n. 24 in do minore K. 491; Ludwig van Beethoven: Sonata per pianoforte n. 28 in la maggiore Op. 101.
Berlino, 1950-1959 L’immagine pubblica di Friedrich Gulda (1930-2000) è bifronte: per alcuni è stato uno dei più importanti interpreti beethoveniani del Novecento, mentre altri vedono in lui un enfant terrible, la cui battaglia contro l’establishment culturale e le costrizioni del business musicale, che limitavano i suoi molteplici interessi e talenti artistici, divenne leggendaria. Come sempre tali generalizzazioni sono nel contempo vere e false. Questa antologia di registrazioni inedite realizzate da Gulda per la RIAS di Berlino tra il 1950 e il 1959 ci permettono di conoscere il pianista e musicista Gulda in maniera più diversificato e imparziale. Perché anche qui viene fuori il «musicista completo», come lo stesso Gulda si considerò per tutta la sua carriera. La gamma delle registrazioni - che rappresenta soltanto la punta dell’iceberg, data la quasi spaventosa attività concertistica e discografica tenuta da Gulda in questo decennio - parla da sé: spazia da Mozart a Prokofiev, mostrandoci Gulda come un artista universale che, fin dall’inizio, cercò di combinare il più alto grado possibile d’obiettività e autenticità con la più grande intensità esecutiva. Le basi musicali e pinaistiche di Gulda erano state gettate a Vienna dal suo insegnante Bruno Seidlhofer, che aveva formato quasi tutti i pianisti importanti della ‘scuola viennese’; la qualità della formazione di Gulda venne confermata dall’assegnazione del primo premio al Concorso Pianistico di Ginevra del 1946, che Arturo Benedetti Michelangeli aveva vinto prima di lui. Gulda era alla ricerca di modelli interpretativi che nelle loro esecuzioni rivelassero un’intensità spontanea e al tempo stesso controllata, e li trovò nel jazz americano, la cui ascesa inesorabile nell’Europa post bellica lo affascinerà per tutta la sua carriera. Ne scaturì quella sintesi inimitabile di «pathos dell’obiettività» che possiamo ascoltare in queste registrazioni. Questo non vale soltanto per le prime registrazioni mozartiane e beethoveniane, realizzate nel 1950, che rivelano la fenomenale visione analitica delle strutture compositive di Gulda e il suo infallibile senso del ritmo e del tocco. Le sue registrazioni di Chopin e Ravel sono sensazionali: con un livello pianistico elevatissimo, i Preludi op. 28 di Chopin e Gaspard de la Nuit di Ravel sono presentati in modo raro e incisivo sul piano sia musicale sia drammatico. Con la sua interpretazione di due importanti opere giovanili di Debussy, la Suite pour le piano e la Suite bergamasque, come pure con una selezione di Preludi, Gulda dimostra anche di essere uno dei pochi pianisti non francesi ad aver trovato un approccio decisamente moderno e peraltro autentico a questi capolavori. Il programma si conclude con pezzi sciolti di Chopin (Notturno in do minore, op. 48 n. 1 e Berceuse, op. 60), che dimostrano l’intensa esplorazione di Gulda del repertorio romantico, come anche una spettacolare registrazione della Sonata per pianoforte n. 7 op. 83 di Prokofiev, realizzata nel 1950. La musica di Prokofiev, il cui primitivismo si rivelerà alla fine incompatibile con Gulda, non resterà per molto tempo nel suo repertorio; egli trasmetterà tuttavia impulsi importanti alla sua più celebre allieva, Martha Argerich. Luogo e Data di Registrazione: Registrazioni in studio, CD 1: 17 gennaio 1959, RIAS Funkhaus, Berlino, Studio 7; CD2: 17 novembre 1959, Studio Lankwitz, Berlino (Debussy: Suite); 3 marzo 1953, RIAS Funkhaus, Berlino, Studio 7 (Debussy: Estampes; Images; Preludi); 27 gennaio 1950, Studio Kleistsaal, Berlino (Debussy: Suite Bergamasque); 3 marzo 1953, RIAS Funkhaus, Berlino, Studio 7 (Ravel); CD 3: 17 novembre 1959, Studio Lankwitz, Berlino (Chopin); 27 gennaio 1950, Studio Kleistsaal, Berlino, (Prokof'ev); CD 4: 27 febbraio 1953 e 2 marzo 1953, Jesus-Christus-Kirche, Berlino (Mozart); 27 gennaio 1950, Studio Kleistsaal, Berlino (Beethoven) 4 CD Wallet box () Mono - CD 1: 65:27 CD 2: 58:54 CD 3: 70:13 CD 4: 49:43
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segreteria@audiophilesound.it
17 Feb 2010, 11:16 AM
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