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Conrad-Johnson: Preamplificatore ET 2 e Finale di potenza stereo LP 66S
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«Usato come stadio linea, l'ET2 mi ha conquistato quasi subito, guadagnando voti eccellenti in parecchie aree fondamentali.» preamplificatore ET 2 per ottenere un controllo di bilanciamento. L'accorta disposizione del pannello frontale del preamplificatore mostra il valore del volume condimensioni adeguate per poterlo facilmente riconoscere (almeno inforcando gli occhiali) dall'altra parte della stanza. Ho trovato il telecomando di aspetto un po' misero perfettamente adeguato alle necessità. Sono forniti due loop per processori esterni, uno dei quali è stato pensato espressamente per l'aggiunta di un processore multicanale adun impianto stereo. L'altro èconvenzionale e permette la connessione di un registratore o un equalizzatore. Lew Johnson è stato tanto gentile da descrivermi la topologia circuitale di base di entrambi i prodotti recensiti, ciò che segue è basato su queste informazioni.Lo stadio linea ET2 è caratterizzato da un solo stadio di guadagno. A valle del controllo di volume il segnale è applicatoalla griglia di un triodo a medio Mullard M8080, definito dalla Mullard unaffidabile triodo di potenza per RF. Lo stadio di guadagno è accoppiato direttamente ad un circuito buffer ad alta corrente a MOSFET per ottenere una bassa impedenza di uscita: questo arrangiamento costituisce il circuito 'Enhanced Triode' di CJ. Lo stadio phono opzionale è un doppio triodo 12AX7 con le sezioni collegate in parallelo per ridurre il rumore. E' accoppiato tramite una rete RIAA passiva ad un secondo stadio di guadagno che utilizza una singola sezione di una 12AX7 (versione ad alto guadagno) o di una 12AU7 (versione a basso guadagno). Come per lo stadio linea, il segnale è trasferito in continua ad uno stadio buffer a MOSFET per una bassa impedenza di uscita. Lo stadio phono ad alto guadagno è più adatto a fonorivelatori moving-coil a bassa o media uscita con una tensione nominale di 1mV o meno. Lo stadio phono a basso guadagno è raccomandato per fonorivelatori con tensione di uscita nominale sopra 1mV. Non viene usata controreazione di anello in questo prodotto. A causa del singolo stadio di guadagno dello stadio linea, l'ET2 inverte la polarità del segnale su tutte le sue uscite. Alimentazioni stabilizzate a componenti discreti separate sono utilizzate per i circuiti di placca dello stadio linea e dello stadio phono. Merita far notare che le resistenze ed i condensatori sono di prima scelta - nessun risparmio in questo comparto! Un'occhiata all'interno dello chassis vale più di mille parole! Le resistenze di placca per tutti gli stadi sono grosse Vishay a strato metallico, mentre tutte le altre resistenze sono del tipo a film metallico di precisione. Gli alimentatori di placca usano esclusivamente condensatori in polipropilene con bypass in teflon (0,15uF). I condensatori di accoppiamento di uscita sono un composito di polipropilene e teflon, mentre i condensatori della rete RIAA sono in polistirene. L'LP66S è dichiarato a 60W su 4 Ohm ed il trasformatore di uscita è cablato su quell'impedenza dalla fabbrica. C'è solo una coppia di morsetti di uscita per canale, per cui non serve effettuare alcuna scelta delle prese di uscita in funzione dell'impedenza dei diffusori. Comunque, l'amplificatore può essere ordinato con connessioni per 8 o 16 Ohm. Il circuito di questo amplificatore è il più semplice possibile. Lo stadio di guadagno di tensione di ingresso (metà di una 6922) è accoppiato in continua ad un'altra 6922 configurata come invertitore di fase ad accoppiamento catodico e fornisce anche la tensione di pilotaggio per due coppie di tubi di potenza a fascio 6550 russi collegati in push-pull. Lo stadio di uscita è collegato in configurazione ultralineare (UL) al trasformatore di uscita. Anche a cinquant'anni dalla sua invenzione, l'ultralineare rimane un'alternativa popolare alla connessione a pentodo puro, ed è proprio a questa configurazione che si riferisce il prefisso nella sigla del prodotto: Linear Pentode. Viene utilizzata una ridotta quantità di controreazione di anello per ottenere un fattore di smorzamento ragionevole e per minimizzare la distorsione. Le tensioni di alimentazione di placca per i circuiti di ingresso e di inversione di fase sono stabilizzate. Non troverete alcun condensatore elettrolitico in questo amplificatore. Questo è decisamente inusuale (e aumenta il costo) per qualunque amplificatore, figuriamoci per un prodotto entry-level. Tutti i condensatori sono in polipropilene e polistirene, tra cui i condensatori di filtro principali dell'alimentazione, che sono in polipropilene. Tutte le resistenze sono in film metallico. I trasformatori di uscita sono gli stessi modelli a larga banda usati nel più costoso amplificatore LP70S. La regolazione del bias è banale grazie agli indicatori a LED incorporati che permettono all'utente di regolare correttamente il bias utilizzando solo il cacciavite in dotazione. I test di ascolto iniziali sono stati condotti usando contemporaneamente il preamplificatore ed il finale. In seguito, sono stati ascoltati separatamente per determinare le loro caratteristiche prestazionali individuali. Non mi ci è voluto tanto per capire che il carattere sonoro della coppia è dominato dall'amplificatore di potenza. Per cui, inizio a parlare del preamplificatore per concedergli il suo momento di gloria prima di tornare al finale. Usato come stadio linea, l'ET2 mi ha conquistato quasi subito, guadagnandovoti eccellenti in parecchie aree fondamentali. Non farò garbugli di parole parlando della gamma bassa; la definizione del timbro è notevole e le linee del basso sono generalmente risolte con una precisione che rivaleggia con quella diqualunque altro stadio linea da me finora ascoltato, a prescindere dal costo. La gamma alta, anche se totalmente sotto controllo, suona un pelo arretrata e acorto di aria. Mai un accenno di brillantezza o di mordente nel registro superiore. I transitori si producono con abbondante velocità, con tutto l'agio per decadere delicatamente nel rumore di fondo della registrazione. La presentazione generale è pulita, uniforme e molto dettagliata, con un'enfasi sull'accuratezza armonica. L'ET2 è capace di rivelare sfumature a basso livello senza suonare analitico. Ma si rifiuta di aggiungere ciccia alla gamma media e le tessiture armoniche sono libere da eufoniche colorazioni della gamma medioalta. Di conseguenza, i timbri fioriscono senza alcuna alterazione sonora. L'ET2 ha a che fare con la verità, nient'altro che la verità musicale. Per me è stata una scoperta piacevole, perché l'ET2 è capace di zoomare su una particolare voce o strumento e artigliarne il timbro con autenticità. D'altra parte, se cercateuno stadio linea per dare pepe o glorificare il vostro impianto, allora probabilmentel'ET2 non fa per voi. Non è unpreamplificatore romantico, lussuoso oassertivo. Non è eccessivamente valvoloso,ma non è stato pensato per esserlo. Per favore, non mi fraintendete. L'ET2 è uno stadio linea coinvolgente con tanta energia e spinta ritmica. Possiede tutti glistrumenti, le tecniche se volete, ma riesceanche a sviscerare la passione ed ildramma della musica. Semplicemente, non suona come un preamplificatore avalvole vintage. Sin dagli anni '80, non ho mai sentito un preamplificatore CJche non eccellesse nella ricostruzione dell'immagine e l'ET2 non fa eccezione. Ha eretto un soundstage con una prospettiva di profondità convincente e ha datocorpo alle silhouette delle immagini con presenza quasi palpabile. Il dono della ricostruzione dell'immagine sembra essere un tratto familiare dei preamplificatori di linea CJ. L'esemplare di ET2 in prova è dotato dello stadio phono opzionale a basso guadagno - una buona accoppiata con il mio fonorivelatore a ferro mobile Grado Reference. La mia conclusione è che lo stadio phono, con solo un paio di eccezioni di poco conto, completa laserie di punti di forza sonori dell'ET2. La sua immagine solida, il recupero del dettaglio molto buono, la definizione del basso ed il ridotto rumore di fondo rendono l'esperienza dell'ascolto del vinile molto piacevole. Le uniche note negative riguardano un po' di granatessiturale, che può essere dovuta alle 12AX7 russe, e ad una leggera reticenza timbrica nel restituire i passaggi intensi. Niente di serio, alla fin fine: lo stadio phono opzionale mi ha colpito perché rappresenta un modo poco costoso per espandere le funzionalitàdell'ET2. In contrasto con l'ET2, che potrebbe essere descritto al meglio come impegnato sull'accuratezza, l'LP66S è risultato essere, dal punto di vista sonico, smaccatamente romantico. L'enfasi timbrica è chiaramente a favore della gamma medio-bassa. Ha dipinto di sé un'immagine moltochiaramente vintage. Le tessiture armoniche sono leggermente liquide e calde, così come il timbro del violino, non esageratamente lussuoso, ma abbastanza per farvi sapere che state ascoltandoun amplificatore a valvole. La gamma alta è arretrata ed in generale la presentazione manca un po' di velocità transitoria e tensione. Nonostante riesca a tirar fuori 60W per canale da due coppia di 6550, non c'è alcuna gratuita brillantezza dell'ottava superiore e una ridottissima evidenza di prodotti di distorsione di ordini dispari. La combinazione di questi fattori determina una presentazione dorata, rilassata. Anche se l'amplificatore è risultato avere un carattere un po' grezzo, si ha comunque un'abbondanza di dettaglio a basso livello. La mancanza di prese di uscita multiple ha reso impossibile esperimenti per l'ottimizzazione dello smorzamento in gamma bassa. La definizione del basso è appena accettabile con i diffusori Esoteric MG-20, ma migliora pilotando i diffusori autocostruiti Basszilla Platinum Edition. Queste scoperte suggeriscono la necessità di un attento ascolto nel contesto del vostro impianto. Passando all'immagine, l'LP66S produce tanta magia valvolare. Le sagome delle immagini sono solidamente ancorate nel soundstage. Accoppiato all'ET2, regge facilmente il paragone in questo ambito, dando piena visibilità ad un soundstage profondo e spazioso. Entry-level? Non credo! Compromessi sonori? Non così tanti. Nonostante la sua etichetta di entry-level, l'ET2 è certamente un apparecchio a bassa distorsione e ad alta risoluzione che offre accuratezza timbrica sopra ad un fenomenale controllo del basso. Si difende certamente bene in un ambito di prodotti di elite. Anche lo stadio phono opzionale può essere raccomandato con tranquillità. Se avete voglia di un suono valvolare mieloso con fatica di ascolto eccezionalmente bassa e tanta magia nell'immagine, assicuratevi di ascoltare l'LP66S. Sarebbe il partner perfetto per un diffusore dal suono brillante. Dick Olsher / The Absolute Sound Specifiche tecniche: Modello: Conrad-Johnson Preamplificatore ET2 & Finale di potenza stereo LP 66S ET2 Guadagno: 28,5dB Tensione di uscita massima: 5,5Vrms Distorsione: < 0.1% THD Risposta in frequenza: da 2Hz a 100kHz, +0/-1dB Fase: invertente Peso: 7kg Dimensioni: 35 x 48,3 x 8,4 cm Prezzo: 4.500,00 Euro ET2 Stadio phono opzionale Guadagno: 54 dB (versione alto guadagno); 40 dB (versione basso guadagno) Equalizzazione RIAA: +/-.5dB, da 20Hz a 20kHz Fase: corretta Prezzo: 5.600,00 Euro LP66S Potenza di uscita: 60W per canale, da 30Hz a 15kHz con non più di 1,5 % THD o IMD, entrambi i canali pilotati su 4 Ohm (disponibile anche con cablaggio per carichi da 8 o 16 Ohm) Sensibilità: 0,5V per la potenza nominale Risposta in frequenza (a 10 Watt): da 20Hz a 20kHz, +/-0,25dB Ronzio e rumore: 102dB sotto la potenza nominale Impedenza di ingresso: 100 kOhm Valvole usate: 3 x 6922, 4 x 6550 Peso: 20,4 kg Dimensioni: 40,6 x 48,3 x 16,2 cm Prezzo: 5.900,00 Euro Distribuzione: PFA2 srl Via Carlo Tenca 7, Milano Tel: 02-669 830 13 www.pfa2.it
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Segreteria
Veterano
segreteria@audiophilesound.it
5 Ott 2009, 1:31 PM
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