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Avalon: Diffusori NP Evolution Series 2.0
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Eccovi qua, costruttori affermati. Avete sviluppato le vostre tecniche ed i vostri metodi; siete evoluti da un singolo modello originale, estendendone le applicazioni sia verso la gamma Top che
quella budget (in termini di prezzo), per quanto vi è stato possibile.
Avete prodotti che vanno da 12.000 Euro fino alla stratosfera. C'è un nuovo portabandiera che sta causando parecchia risonanza. Ora, dovete solo uscire con qualcosa che copra la fascia di prezzo dei
3.000 Euro… E' l'incubo di qualunque progettista di diffusori, eppure è proprio ciò che la luce guida della Avalon, Neil Patel, ha deciso di fare. Ecco un'operazione da alta moda, con un'invidiabile reputazione un prodotto istantaneamente riconoscibile e una formula difficile da copiare. Dal punto di vista affaristico, il fascino di un modello alla portata di tutte le tasche è chiaro, ma dal punto di vista progettuale è una prospettiva che intimidisce. Decurtare il prezzo al dettaglio del 75% vi porta in un'area in cui le vostre collaudate e fidate tecnologie e tecniche non possono più essere applicate, escluse dal livello dei costi. Laddove gli esistenti (e senza dubbio costosi) prodotti Avalon hanno seguito una formula meticolosamente evoluta, unire i migliori altoparlanti disponibili attraverso sofisticati crossover dimensionati per le prestazioni sonore e realizzati con componenti selezionati
a livello quasi psicotico, tutti assemblati in cabinet rigidi, laminati e di forme complesse, progettati per essere quanto più discreti possibile (tonicamente e visivamente), il nuovo progetto richiede un approccio totalmente diverso. Ma allo stesso tempo, esso deve sopportare il peso della credibilità dell'azienda ed un fallimento non danneggerebbe solo quel prodotto, ma l'immagine generale dell'intero catalogo. In qualunque modo la vediate, è una strategia altamente rischiosa, il che rende
l'NP2.0 (come è stato chiamato il nuovo diffusore) ancora più interessante.
Trovando precluso l'accesso al suo usuale “portfolio’di tecniche e tecnologie, Patel ha saggiamente deciso di puntare agli stessi obiettivi raggiunti nei suoi precedenti progetti, ma percorrendo una strada assolutamente differente. Sballate l'NP2.0 e, a parte la griglia molto spigolosa e il sontuoso splendore della finitura del piallaccio in essenza, c'è poco a suggerire che questo diffusore sia un Avalon piuttosto che uno dei tanti altri modelli da pavimento che richiamano l'attenzione in un mercato sovraffollato. Ma ascoltateli: sono inconfondibili. Altrettanto riconoscibili quanto i modelli maggiori Avalon lo sono visivamente, sono le loro comuni caratteristiche sonore responsabili della loro reputazione. Anche se la superba integrazione, la neutralità e la coerenza musicale sono i loro marchi di fabbrica, ciò che li rende veramente speciali è la loro assenza dal processo di riproduzione musicale. Ci sono ben pochi diffusori sul mercato che scompaiono in modo talmente convincente da lasciare un'impronta digitale sul segnale che li attraversa minore di quella applicata dalle elettroniche che li pilotano; eppure è un pregio di cui tutti i modelli Avalon, dagli Ascendent in su, sembrano godere in tutta tranquillità. In effetti, è talmente sconcertante che alcuni in effetti preferiscono un diffusore con un po' più di carattere, ma questa non è la visione Avalon. In più, è troppo semplice correlare le prestazioni alla somma delle parti meticolosamente assemblate che compongono i diffusori. La sfida che gli NP2.0 sono chiamati a fronteggiare è quella di ottenere una performance analogamente raffinata e discreta con altri mezzi, una sfida che i risultati sonori dichiarano effettivamente vinta. Il cabinet degli NP2.0 è un design convenzionale a parallelepipedo, realizzato a partire da HDF da 18mm attentamente selezionata nell'impianto Avalon della Pennsylvania in cui sono realizzati il Symbol, il suo canale centrale dedicato, e lo Studio Monitor. All'interno è accuratamente rinforzato, e anche se i rinforzi sono meno estesi di quelli (quasi alla Matrix) dei modelli più vecchi e di maggior costo, la forma più semplice del cabinet ha reso il suo comportamento molto più prevedibile e altrettanto facilmente gestibile. Come ho già accennato, la finitura pesantemente laccata è assolutamente deliziosa, e anche se gli esemplari in prova, che provengono dal primo lotto produttivo, non esibiscono le venature accoppiate, la produzione attuale
si. Dunque, il cabinet è più semplice e, nonostante l'effetto visivo della griglia, privo delle sfaccettature distintive Avalon. Ma la vera sfida nell'approccio deriva dagli altoparlanti scelti.
L'NP2.0 è dotato di un paio di woofer da 13cm in kevlar che, come il tweeter composito in ceramica, sono progettati specificatamente per questo diffusore e per gli altri modelli della gamma (c'è un più piccolo NP1.0, che utilizza gli stessi altoparlanti, così come una versione a sviluppo orizzontale per l'uso come canale centrale). Questo ha permesso a Patel di caratterizzare in modo sostanziale gli altoparlanti grazie al loro progetto meccanico, in modo da dover fare molto meno affidamento sul crossover. E' un beneficio inatteso che proviene dai minori livelli di trasparenza garantiti da altoparlanti meno sofisticati, ma che permette un bilanciamento superbo del complesso del diffusore a partire da un crossover più semplice e meno fanaticamente studiato. L'estremo inferiore è caricato in bass-reflex da un piccolo condotto aperto verso sul posteriore, posizionato proprio sopra la singola coppia di morsetti di ingresso. Le alte frequenze sono gestite dal tweeter a cupola da 25mm prima citato. L'azienda è reticente riguardo la sua precisa composizione, ma abbastanza sicura sulle sue prestazioni da portarmi ad aspettarmi la sua comparsa su altri modelli, di gamma più elevata, in futuro. A parte la cupola bianca molto attraente, il motore è una struttura toroidale accuratamente modellata, di neodimio, che produce un campo magnetico insolitamente forte ed uniforme nel tra ferro. Sia il tweeter che le unità dei medio-bassi sono circondate di feltro per minimizzare gli effetti diffrattivi, mentre la griglia si interfaccia in modo complementare
con lo stesso feltro. In comune con i modelli più costosi è il suggerimento da parte di Avalon di ascoltare i diffusori con le griglie al loro posto. Perlomeno sulla carta, ben poco distingue gli NP2.0 da tutti gli altri snelli diffusori da pavimento. La loro sensibilità di 90dB unita ad un'impedenza di 4 Ohm è un po' inferiore alla media, ma è spiegata da un punto a -3dB posizionato ad una sana frequenza di 36Hz. E' quando ascoltate che cominciate a capire cosa sono in grado di fare, ma prima dovete posizionarli correttamente. I 36Hz non sono un dato buttato li a caso, il che significa che
i 2.0 non hanno bisogno del rinforzo della parete posteriore che alcuni dei concorrenti richiedono. In effetti, ciò che si comprende rapidamente è che sono insolitamente piatti, dall'estremo inferiore agli acuti, in confronto a qualunque altro diffusore, figurarsi quelli da 3.000 Euro. La regolarità della loro risposta in frequenza e l'integrazione assoluta dei loro altoparlanti sono ciò che li rende degli Avalon e per ricavarne beneficio dovete dar loro tanto spazio quanto potete permettervi
per farli respirare. Si può quasi dire che più lontano li si tiene dai confini della stanza, meglio essi suonano, e ciò che realmente definisce il corretto posizionamento in ambiente sono i modi di risonanza dell'ambiente piuttosto che la distanza dalla parete posteriore. Il vantaggio è che, avendo lo spazio, è abbastanza facile farli suonare bene; la contropartita (se si può definire così) è che
ulteriori affinamenti sistematici del loro posizionamento, lateralmente ed in termini di -convergenza, restituiranno ulteriori vantaggi per quanto riguarda la profondità del soundstage,
la coerenza e la tridimensionalità, ma anche l'integrità dinamica. Colpite il segno e questi piccoli diffusori inizieranno davvero a cantare allorché gli aspetti temporali e spaziali delle loro prestazioni entreranno in sintonia. L'altra cosa che dovreste considerare e con cosa li piloterete. Gli Avalon più grandi sono, per loro natura, se non proprio critici, sicuramente rivelatori rispetto alle elettroniche
che li pilotano. Grazie al cielo, gli NP2.0 sono molto più accondiscendenti (e facili da soddisfare).
Il loro requisito principale è per buon, pulita potenza, preferibilmente 100W circa. Non ho verificato, ma ho il sospetto che l'integrato più grosso della Rotel costituirebbe un partner di successo. Io li ho pilotati con l'Hovland RADIA per gran parte della prova, ma una breve scorreria con il Levinson 383 è stata sufficiente per dimostrare che amplificatori integrati di alta qualità quali il Moon i-5 o il Karan KA I 180 sono i partner naturali degli NP2.0, sia per prezzo che per
prestazioni. Un amplificatore come il RADIA li strapazza, ma in effetti essi non possono
eguagliare la trasparenza e la lucidità fornita da amplificatori di quel livello. In un certo senso, comprendere ciò è la chiave per interpretate questi diffusori. Un diffusore con una specifica, evidente capacità continuerà a reagire ad amplificatori via via migliori. Continuerete ad evidenziare
sempre più questa caratteristica positiva – il che spesso convince la gente che si sta ottenendo
un suono sempre più di qualità. Ma in realtà, la cosa non ha sempre, forse mai, senso, sia dal punto di vista finanziario che da quello musicale, perché i difetti rimangono e a loro vola diventano sempre più evidenti.
L'NP2.0 è un animale del tutto diverso, raro nella sua fascia di prezzo, perché pone uguale
enfasi su tutti gli aspetti della performance. O, per usare un cliché del recensore, opta per una presentazione equilibrata. Ma che significa ciò, in realtà? Bene, quando si discuteva della messa a
punto, ho parlato della relazione tra gli aspetti temporali e spaziali della riproduzione musicale.
Spesso, questi sono campi gestiti solo da diffusori molto più costosi; i diffusori budget tendono a creare un po' di immagine e ad impressionare con un basso un po' più grosso di quello che ci si aspetta in base alle loro dimensioni. Con l'avvento dell'audiovideo, la tipologia di diffusori a cui Avalon punta con i prodotti NP, raramente offre uno scenario migliore. Più efficienti e con maggiore gamma dinamica, ma senz'altro meno sofisticati. Si, ci sono eccezioni, come i piccoli
Neat Motive, alcuni Castle e simili, ma niente di ciò con cui sono entrato in contatto era ambizioso quanto questi Avalon in termini di risultati generali. Per una corretta riproduzione spaziale, bisogna
riprodurre l'acustica registrata in tutte e tre le dimensioni; poi bisogna popolare quello spazio con immagini correttamente proporzionate e tridimensionali degli strumenti, definire la loro posizione e lo spazio tra di essi. In termini temporali, dovete assicurarvi che il contributo di tutti i vari strumenti arrivi nel posto giusto al momento giusto, mantenendo la relazione dinamica tra di essi. Tutto
ciò gli NP2.0 lo fanno - quasi sempre. Se proprio volete, potete sovraccaricarvi con musica veramente complessa, ma bisogna provarci con intenzione. In qualunque altra situazione, vi si presenteranno con un soundstage stupendamente stabile e coerente, una reale sensazione di vitalità e ritmo nella performance e, cosa evidentemente migliore, una sensazione di naturalezza spontanea
nella dinamica. Quest'ultima è in parte non trascurabile da ascrivere all'elevatissima qualità
del tweeter, che è frizzante, pulito e aperto, senza alcuna traccia di vetrosità o irregolarità.
Ascoltate l'incredibile purezza del decadimento del triangolo per sentire ciò che intendo. Interessante notare che se si rimuovono le griglie si ottiene un maggiore senso di immediatezza e chiarezza, ma allorché le si rimettono a posto si comprende che la coerenza e l'integrità sono tornate. Privando i diffusori delle loro coperture estetiche si lascia il suono affilato e grezzo, inizialmente impressionante ma alla fin fine meno completo. Non sorprende che la resa della voce sia eccezionalmente naturale, mentre si permette alle registrazioni acustiche di respirare, mentre
la musica fluisce con il suo impulso interiore, imposto dai musicisti piuttosto che dall'impianto.
I familiari spazi acustici sono nelle corrette proporzioni, i musicisti correttamente dimensionati. Infatti, gli NP2.0 fanno lo stesso incredibile lavoro, nel mimare l'inviluppo della performance, dei loro fratelli più costosi. Non arrivano a risultati paragonabili, perché anche se tutti i pezzi sono al loro posto, la loro tessitura superficiale non è altrettanto bene definita. E' un trucco decisamente
notevole, barattare un po' di trasparenza e di messa a fuoco, un po' di tessitura e di scatto dinamico in cambio di tre quarti del prezzo. Farlo in modo così preciso che il bilanciamento musicale rimane indisturbato; non riuscire a notare le leggere perdite finché no le si cerca, è ancora meglio. E rendere i diffusori più facili da pilotare e più facilmente utilizzabili, questa è la ciliegina sulla torta. In mancanza di confronti diretti, gli NP2.0 scompaiono in senso musicale altrettanto efficacemente
dei loro fratelli maggiori. In questo importante aspetto, non hanno pari nella loro categoria di prezzo. Neil Patel avrà forse portato la ricetta originale Avalon a nuovi livelli con gli Isis, ma
prendere una strada completamente differente con gli NP2.0 ed ottenere gli stessi risultati, questo implica un elevato livello di consapevolezza. Questo è il diffusore Avalon più conveniente mai presentato, sotto tutti i punti di vista; fate in modo di ascoltarlo. Roy Gregory / Hi-Fi +

Specifiche tecniche:

Modello: Diffusori Avalon
NP Evolution Series 2.0
Tipo: Diffusore a due vie reflex
Altoparlanti: Un tweeter ceramico
composito a cupola da 25mm;
Due mid-woofer in kevlar da 130mm
Risposta in frequenza: 36Hz-22kHz
+/-3dB
Sensibilità: 90dB
Impedenza: 4 Ohm nominali
Dimensioni (l x h x p): 190 x 890 x
305 mm
Peso: 19,5kg
Prezzo: 2970.00 Euro (IVA compresa)
Distribuzione:
Acustica Applicata SrL
Via Roma, 79 - Gallicano (Lucca)
tel: 0583 730322
www.acusticaapplicata.com
info@acusticaapplicata.com

Segreteria  Veterano

segreteria@audiophilesound.it

6 Lug 2009, 11:09 AM

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